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catechesiL’“Esortazione apostolica sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale” inizia così:

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.”

Poco più avanti cita la Evangelii Nuntiandi di Paolo VI: “Possa il mondo del nostro tempo –che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza – ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo».

L’evangelizzazione è un compito di tutto il popolo di Dio, nessuno escluso. Essa, non è riservata né può essere delegata a un gruppo particolare. Tutti i battezzati sono direttamente coinvolti.

Nel terzo capitolo dell’Esortazione, Papa Francesco analizza il nucleo del tema “L’annuncio del Vangelo “, centrando il suo pensiero nel soggetto ecclesiale dell’annuncio: tutto il popolo di Dio.

Cos’è l’evangelizzazione?

  • è qualsiasi attività orientata a conformare il mondo alla volontà di Dio creatore e redentore;
  • è l’attività per mezzo della quale è proclamato e spiegato il Vangelo per alimentare la fede nei cristiani;
  • è il primo annuncio del Vangelo ai non credenti per suscitare la fede e, quindi, la conversione.

Papa Francesco, citando Giovanni Paolo II dice “Non vi può essere vera evangelizzazione senza esplicita proclamazione che Gesù è il Signore, e senza che vi sia un primato della proclamazione di Gesù Cristo in ogni attività di evangelizzazione”.

Per evangelizzare è necessario coltivare “una fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo, che sa scoprire Dio in ogni essere umano, che sa sopportare le molestie del vivere insieme aggrappandosi all’amore di Dio, che sa aprire il cuore all’amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono. Proprio in questa epoca, e anche là dove sono un «piccolo gregge» (Lc 12,32), i discepoli del Signore sono chiamati a vivere come comunità che sia sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-16). Sono chiamati a dare testimonianza di una appartenenza evangelizzatrice in maniera sempre nuova.” (EG 92)

L’evangelizzazione è di tutti e rivolta a tutti. “Dio ha dato origine a una via per unirsi a ciascuno degli esseri umani di tutti i tempi.” (EG 113)

Francesco insegna che tutto il Popolo di Dio è il grande soggetto della evangelizzazione (EG 111, 120) e che ogni credente, dal suo posto è chiamato ad essere protagonista attivo della missione (EG 119,129) Questo documento non è indirizzato a teologi ma ad ogni fedele, perciò ogni membro della comunità cristiana deve sentirsi interpellato. Ognuno di noi può considerare rivolta a sé le seguenti parole:

“La missione … non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un’appendice, o un momento tra i tanti dell’esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare.” (EG 273).

Siamo il Popolo di Dio che cammina lungo la storia della umanità. “Perciò la Chiesa deve essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo.” (EG114)

Il Santo Padre ci chiama ad essere “il fermento di Dio in mezzo all’umanità.”(EG114)

pdfScheda_I_Incontro_EG_8_novembre_2016.pdf