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Udienza generale 2020L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema: «Il mistero della Creazione» (Sal 8,4-5.10).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguiamo la catechesi sulla preghiera, meditando sul mistero della Creazione. La vita, il semplice fatto che esistiamo, apre il cuore dell’uomo alla preghiera.

La prima pagina della Bibbia assomiglia ad un grande inno di ringraziamento. Il racconto della Creazione è ritmato da ritornelli, dove viene continuamente ribadita la bontà e la bellezza di ogni cosa che esiste. Dio, con la sua parola, chiama alla vita, ed ogni cosa accede all’esistenza. Con la parola, separa la luce dalle tenebre, alterna il giorno e la notte, avvicenda le stagioni, apre una tavolozza di colori con la varietà delle piante e degli animali. In questa foresta straripante che rapidamente sconfigge il caos, per ultimo appare l’uomo. E questa apparizione provoca un eccesso di esultanza che amplifica la soddisfazione e la gioia: «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Cosa buona, ma anche bella: si vede la bellezza di tutto il Creato!

La bellezza e il mistero della Creazione generano nel cuore dell’uomo il primo moto che suscita la preghiera (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2566). Così recita il Salmo ottavo, che abbiamo sentito all’inizio: «Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?» (vv. 4-5). L’orante contempla il mistero dell’esistenza intorno a sé, vede il cielo stellato che lo sovrasta – e che l’astrofisica ci mostra oggi in tutta la sua immensità – e si domanda quale disegno d’amore dev’esserci dietro un’opera così poderosa!... E, in questa sconfinata vastità, che cosa è l’uomo? “Quasi un nulla”, dice un altro Salmo (cfr 89,48): un essere che nasce, un essere che muore, una creatura fragilissima. Eppure, in tutto l’universo, l’essere umano è l’unica creatura consapevole di tanta profusione di bellezza. Un essere piccolo che nasce, muore, oggi c’è e domani non c’è, è l’unico consapevole di questa bellezza. Noi siamo consapevoli di questa bellezza!

La preghiera dell’uomo è strettamente legata con il sentimento dello stupore. La grandezza dell’uomo è infinitesimale se rapportata alle dimensioni dell’universo. Le sue più grandi conquiste sembrano ben poca cosa… Però l’uomo non è nulla. Nella preghiera si afferma prepotente un sentimento di misericordia. Niente esiste per caso: il segreto dell’universo sta in uno sguardo benevolo che qualcuno incrocia nei nostri occhi. Il Salmo afferma che siamo fatti poco meno di un Dio, di gloria e di onore siamo coronati (cfr 8,6). La relazione con Dio è la grandezza dell’uomo: la sua intronizzazione. Per natura siamo quasi nulla, piccoli ma per vocazione, per chiamata siamo i figli del grande Re!

È un’esperienza che molti di noi hanno fatto. Se la vicenda della vita, con tutte le sue amarezze, rischia talvolta di soffocare in noi il dono della preghiera, basta la contemplazione di un cielo stellato, di un tramonto, di un fiore…, per riaccendere la scintilla del ringraziamento. Questa esperienza è forse alla base della prima pagina della Bibbia.

Quando viene redatto il grande racconto biblico della Creazione, il popolo d’Israele non sta attraversando dei giorni felici. Una potenza nemica aveva occupato la terra; molti erano stati deportati, e ora si trovavano schiavi in Mesopotamia. Non c’era più patria, né tempio, né vita sociale e religiosa, nulla.

Eppure, proprio partendo dal grande racconto della Creazione, qualcuno comincia a ritrovare motivi di ringraziamento, a lodare Dio per l’esistenza. La preghiera è la prima forza della speranza. Tu preghi e la speranza cresce, va avanti. Io direi che la preghiera apre la porta alla speranza. La speranza c’è, ma con la mia preghiera apro la porta. Perché gli uomini di preghiera custodiscono le verità basilari; sono quelli che ripetono, anzitutto a sé stessi e poi a tutti gli altri, che questa vita, nonostante tutte le sue fatiche e le sue prove, nonostante i suoi giorni difficili, è colma di una grazia per cui meravigliarsi. E in quanto tale va sempre difesa e protetta.

Gli uomini e le donne che pregano sanno che la speranza è più forte dello scoraggiamento. Credono che l’amore è più potente della morte, e che di certo un giorno trionferà, anche se in tempi e modi che noi non conosciamo. Gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce: perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli. La preghiera ti illumina: ti illumina l’anima, ti illumina il cuore e ti illumina il viso. Anche nei tempi più bui, anche nei tempi di maggior dolore.

Tutti siamo portatori di gioia. Avete pensato questo? Che tu sei un portatore di gioia? O tu preferisci portare notizie brutte, cose che rattristano? Tutti siamo capaci di portare gioia. Questa vita è il dono che Dio ci ha fatto: ed è troppo breve per consumarla nella tristezza, nell’amarezza. Lodiamo Dio, contenti semplicemente di esistere. Guardiamo l’universo, guardiamo le bellezze e guardiamo anche le nostre croci e diciamo: “Ma, tu esisti, tu ci hai fatto così, per te”. È necessario sentire quella inquietudine del cuore che porta a ringraziare e a lodare Dio. Siamo i figli del grande Re, del Creatore, capaci di leggere la sua firma in tutto il creato; quel creato che oggi noi non custodiamo, ma in quel creato c’è la firma di Dio che lo ha fatto per amore. Il Signore ci faccia capire sempre più profondamente questo e ci porti a dire “grazie”: e quel “grazie” è una bella preghiera.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, poursuivant notre catéchèse sur la prière, nous méditons aujourd’hui sur le mystère de la création. La vie, le simple fait d’exister, ouvre le cœur de l’homme à la prière. La première page de la Bible ressemble à un grand hymne d’action de grâce où le récit de la création célèbre la bonté et la beauté de tout ce qui existe. Au sommet de la création se trouve l’homme, motif de satisfaction et de joie. La beauté et le mystère de la création génèrent dans son cœur le premier élan qui suscite la prière. Bien qu’étant très fragile, l’être humain est l’unique créature consciente de tant de beauté dans l’univers. C’est pourquoi la prière de l’homme est étroitement liée au sentiment d’émerveillement. La relation à Dieu est la grandeur de l’homme: son intronisation. Par nature, nous sommes presque rien, mais par vocation nous sommes les fils du grand Roi. La prière est donc la première force de l’espérance. Pour les hommes et les femmes de prière, la vie est remplie d’une grâce dont ils s’émerveillent et en tant que telle elle doit toujours être défendue et protégée. Les hommes et les femmes qui prient savent que l’espérance est plus forte que le découragement; que l’amour est plus puissant que la mort et que sur leur visage se reflète un éclat de lumière. Nous sommes tous porteurs de joie. La vie, don de Dieu, dans sa brièveté ne doit pas être vécue dans la tristesse car nous sommes les enfants du grand Roi, capables de lire sa signature dans toute la création.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i fedeli di lingua francese. In prossimità della festa dell'Ascensione del Signore, chiediamo a lui di aiutarci a riscoprire nella bellezza della creazione un riflesso della gloria e dello splendore di Dio! A tutti la mia benedizione!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les personnes de langue française. A la veille de la fête de l’Ascension du Seigneur, demandons-lui de nous aider à redécouvrir dans la beauté de la création un reflet de la gloire et de la splendeur de Dieu!

Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on prayer, we now consider the mystery of creation. The first pages of the Bible resemble a great hymn of thanksgiving for the goodness and beauty of creation, whose grandeur awakens a sense of wonder within the human heart and a desire to pray. The awe-inspiring immensity of creation stirs us to contemplate the mystery of our own being. Though we may experience the weight of our insignificance, we are not nothing. Prayer assures us that things do not exist merely by chance, and that our relationship with God is the source of our nobility. Men and women, by nature, may be almost nothing; yet by vocation, they are children of a great King! Amidst the difficulties and trials of life, prayer sustains our appreciation and gratitude, for it gives vigour to our hope. The hope of those who pray can in turn help others to realize that life is a gift from God; that hope is stronger than despair; that love is stronger than death. For the simple joy of being alive, let us offer praise and thanks to our heavenly Father.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Mentre ci prepariamo a celebrare l’Ascensione del Signore, invoco su di voi e sulle vostre famiglie la pace a la gioia che vengono dal Cristo risorto. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. As we prepare to celebrate the Ascension of the Lord, I invoke upon you and your families the peace and joy that come from the Risen Christ. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, unsere heutige Katechese über das Gebet beginnen wir mit einem Blick auf das Geheimnis der Schöpfung. Die einfache Tatsache, dass wir existieren, sowie die Schönheit und Güte alles Seienden öffnen das Herz des Menschen für Gott und regen ihn an zum Gebet (vgl. KKK, 2566). Der biblische Schöpfungsbericht gleicht einem großen Dankhymnus und Lobpreis auf den Schöpfer. Auch in den Psalmen und vielen anderen Stellen der Heiligen Schrift wird deutlich, wie das Staunen des Menschen über die Großartigkeit des Geschaffenen und die unergründliche Allmacht und Liebe des Schöpfers zum Gebet wird. Zugleich wird sich der Beter der eigenen Kleinheit und Bedeutungslosigkeit im großen Ganzen des Kosmos bewusst. Und noch mehr staunt der Mensch über den Wert und die Würde, die ihm dadurch zuteilwird, dass sein Schöpfer ihn so liebevoll bedacht hat. Die Größe des Menschen kommt von Gott. Wenn wir einmal verzagt sind und uns das Beten schwerfällt, dann kann das Betrachten etwa des weiten Sternenhimmels oder einer kleinen Blume in uns Dankbarkeit erwecken und Hoffnung für die Zukunft schenken. Das Gebet gibt der Hoffnung Kraft. Wer betet, erkennt, dass dieses Leben trotz aller Mühen und Prüfungen von Gottes Gnade erfüllt ist.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua tedesca. Contemplando la meraviglia della creazione, riconosciamo la grandezza del Creatore e il suo amore infinito con cui Egli guarda tutte le cose create. La gioia per la natura e la lode di Dio ci aiutino a trovare la pienezza e la pace interiore.

Speaker:

Herzlich grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Wenn wir das Wunder der Schöpfung betrachten, erkennen wir die Größe des Schöpfers und seine unendliche Liebe, mit der er auf alles Geschaffene blickt. Die Freude an der Natur und das Lob Gottes helfen uns, Erfüllung und inneren Frieden zu finden.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Meditamos hoy sobre el misterio de la creación, que nos lleva a la oración y a la contemplación de Dios. El salmo 8 ―que hemos escuchado― expresa la grandeza y la belleza de esta creación, frente a la cual el ser humano percibe su pequeñez, pero también el lugar especial que en ella ocupa; porque, aunque el ser humano por naturaleza sea insignificante comparado con la grandiosidad de todo lo creado, posee una dignidad sorprendente, que surge de su relación filial con Dios.

El relato de la creación habla de la bondad y la hermosura de todo lo que el Señor hizo con el poder de su Palabra. La creación no es fruto de una ciega casualidad, sino de un plan amoroso que Él tiene para sus hijos. Por eso, cuando el hombre mira extasiado la creación, toma conciencia de que él es la única criatura capaz de reconocer la belleza que encierra la obra divina y, ante tanto esplendor, eleva al Creador su oración de agradecimiento y de alabanza por el regalo de la existencia.

Cuando las tristezas y las amarguras de la vida tratan de sofocar nuestra gratitud y alabanza a Dios, la contemplación de las maravillas de su creación enciende, de nuevo, en el corazón el don de la oración, que es la fuerza principal de la esperanza. Y la esperanza es la que nos manifiesta que la vida, aún con sus pruebas y sus dificultades, está llena de una gracia que la hace digna de ser vivida, protegida y defendida.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. Que Jesús resucitado, con la fuerza de su Espíritu Santo, nos haga portadores de alegría, afiance en nosotros la esperanza y también la certeza de que el amor es más fuerte que la muerte y que triunfa siempre. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Continuando a catequese sobre a oração, hoje meditaremos como o mistério da criação abre o coração do homem à oração. No Livro do Gênesis, vemos como reiteradamente se insiste na bondade e beleza da criação. Diante de uma maravilha tão extraordinária e consciente da sua própria pequenez, o homem se sente admirado e exultante, abrindo-se à presença de Deus na oração. Por outro lado, abrir-se à contemplação das belezas da natureza, no meio das amarguras e sofrimentos da vida, ajuda a reacender a fagulha que leva ao agradecimento e ao louvor pela própria existência e pela vocação de filhos do grande Rei. A oração é a primeira força da esperança. De fato, quem reza sabe que a esperança é maior do que o desalento, que o amor é mais forte do que a morte; por isso, os homens e mulheres de oração são como clarões de luz que lembram que a vida é um dom de Deus e que é muito breve para ser consumada na tristeza.

Santo Padre:

Cari fedeli di lingua portoghese, di cuore vi saluto tutti, augurando che rifulga sempre nei vostri cuori la luce di Gesù risorto. In questo «Mese di Maria», cerchiamo di pregare il rosario ogni giorno, imparando dalla Madonna ad avere uno sguardo contemplativo verso tutti gli avvenimenti della nostra vita. Dio vi benedica!

Speaker:

Queridos fiéis de língua portuguesa, de coração saúdo a todos, com votos de que brilhe sempre nos vossos corações a luz de Jesus ressuscitado. Neste «Mês de Maria», procuremos rezar o terço todos os dias, aprendendo de Nossa Senhora a ter um olhar contemplativo diante de todos os acontecimentos da nossa vida. Que Deus vos abençoe!

In lingua araba

Speaker:

تأمل قداسةُ البابا اليَومَ في سر الخلق في إطارِ تعليمِهِ في موضوع الصلاة. قال قداسته إنّ المصلي يتأمل في سرّ الخلق من حوله ويتساءل أي تدبير حب أوجد هذا الكون العجيب! وما هو الإنسان؟ هو كائن يولد ثم يموت، وهو مخلوق ضعيف للغاية. ومع ذلك، ففي الكون كله، الإنسان هو الخليقة الوحيدة الذي يدرك سر الخلق وجماله. وبالرغم من صغر الإنسان عند مقارنته بحجم الكون، يؤكد سفر المزامير على أن الله خلقنا أقل بقليل منه تعالى، وكللنا بالمجد والكرامة. عظمتنا هي علاقتنا مع الله، لأننا بحسب طبيعتنا نحن تقريبًا لا شيء، لكن من حيث دعوتنا فنحن عظماء، لأننا مدعوون إلى أن نكون أبناء الملك العظيم. وأنهى قداسةُ البابا تعليمَه قائلاً: الصلاة هي القوة الأولى التي تسند الرجاء. والإنسان المصلي هو من يدرك أنّ هذه الحياة، على الرغم من جميع ويلاتها وتجاربها وأيامها الصعبة، إنما هي مليئة بالنعم. ويكفي التأمل في جمالها وفي سر الخلق لنرفع قلوبنا إلى الله، ولنشكره ونسبحه.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questo incontro attraverso i mezzi di comunicazione sociale. La preghiera è il dialogo dell’uomo con Dio. Mediante la preghiera lodiamo e ringraziamo il Signore per il suo amore verso di noi e affidiamo a Lui le nostre preoccupazioni e i nostri problemi. Teniamo presente quanto leggiamo nel Libro del Siracide: “Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?” (Sir 2, 10). Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيي جميع المؤمنين الناطقين باللغة العربية، المتابعين لهذه المقابلة عَبر وسائل التواصل الاجتماعي. الصلاة هي حوار الإنسان مع الله. فيها نحمده ونشكره على حبه لنا، وفيها نوكل إليه همومنا ومشاكلنا. نقرأ في سفر يشوع بن سيراخ: "اُنْظُرُوا إِلَى الأَجْيَالِ الْقَدِيمَةِ وَتَأَمَّلُوا. هَلْ تَوَكَّلَ أَحَدٌ عَلَى الرَّبِّ فَخَزِيَ؟" (يشوع بن سيراخ 2، 10). ليبارككم الرب جميعًا ويحرسكم دائمًا من كل شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, kontynuujemy nasze katechezy o modlitwie, rozważając tajemnicę stworzenia. Życie człowieka, sam fakt, że istniejemy, otwiera ludzkie serca na modlitwę. Pierwsze strony Biblii przedstawiają Boga, który stwarza cały wszechświat, wieńcząc to dzieło powołaniem do życia człowieka. Piękno i tajemnica stworzenia rodzą w ludzkim sercu chęć do modlitwy. Modląc się, człowiek podziwia wokół siebie tajemnicę istnienia. Zastanawia się, jaki plan miłości kryje się za tak zadziwiającym dziełem! W tym bezgranicznym ogromie rzeczywistości, pyta się: czymże jest człowiek?

Jest on nieskończenie mały w porównaniu z wymiarami wszechświata, ale nie jest niczym. W modlitwie odkrywamy, że wielkością człowieka jest jego relacja z Bogiem. Z natury wydaje się, że jesteśmy prawie niczym, ale na mocy powołania jesteśmy dziećmi wielkiego Króla! Jeśli niekiedy wydarzenia naszego życia, z całą ich goryczą, grożą przytłumieniem w nas daru modlitwy, to wychodząc od wspaniałego opisu stworzenia, próbujmy odnaleźć motywy do dziękczynienia i do chwalenia Boga za istnienie. Modlitwa jest pierwszą siłą nadziei. Kto się modli zapewne doświadczy, że nadzieja jest silniejsza od zniechęcenia, a miłość jest potężniejsza od śmierci. Nasze życie jest darem Pana Boga, ale jest zbyt krótkie, by je przeżywać w smutku. Chwalmy więc, Pana Boga, dziękując Mu za dar życia, szczęście i dzieło stworzenia.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi. In questi giorni celebriamo il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II. Pastore di grande fede, Egli amava affidare a Dio nella preghiera la Chiesa e tutta l’umanità. Scegliendo il motto episcopale “Totus Tuus”, ha anche mostrato che nei momenti difficili dobbiamo rivolgerci alla Madre di Dio, che può aiutarci e intercedere per noi. La sua vita, edificata sulla preghiera profonda, intensa e fiduciosa sia un esempio per i cristiani di oggi. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków. W tych dniach obchodzimy setną rocznicę urodzin Świętego Jana Pawła II. On, Pasterz wielkiej wiary, lubił w modlitwie powierzać Panu Bogu Kościół i całą ludzkość. Wybierając zawołanie biskupie “Totus Tuus”, pokazał również, że w trudnych chwilach powinniśmy zwracać się do Matki Bożej, która może nam pomóc i wstawić się za nami. Niech Jego życie, zbudowane na głębokiej, intensywnej i ufnej modlitwie, będzie przykładem dla dzisiejszych chrześcijan. Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Saluto i fedeli di lingua italiana. La festa, ormai vicina, dell’Ascensione del Signore mi offre lo spunto per esortare tutti ad essere testimoni generosi del Cristo Risorto, ben sapendo che Egli è sempre con noi e ci sostiene lungo il cammino.

Rivolgo un pensiero speciale agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Gesù Cristo, ascendendo al cielo, lascia un messaggio e un programma per tutta la Chiesa: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20). Far conoscere la parola di salvezza di Cristo, e testimoniarla nella vita quotidiana, sia il vostro ideale e il vostro impegno. A tutti voi la mia benedizione!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 20 maggio 2020